| Valerio's profileVERITA', ASCOLTO, AMORE:...PhotosBlogLists | Help |
|
November 11 Il carattere che vorreiIl carattere...
Cos'è il carattere?
Non è la prima volta su questo sito che affronto il tema... Perchè? Beh, perchè evidentemente mi manca... O mi manca la quantità che vorrei....
Lo sto cercando da tempo... da moltissimo tempo... ottimi risultati sicuramente ho ottenuto... Eppure sento che c'è una meta, un traguardo oltre il quale non c'è più niente.... oltre il quale c'è solo illuminazione...
Ultimamente ho realizzato che questo carattere è il punto di mezzo di un continuum ai cui estremi vi è l'imposizione delle proprie idee e la presa in considerazione del punto di vista altrui. Inoltre, con una breve ma efficace chiacchiera con Peppe, ho capito che se non posso fare a meno del giudizio positivo degli altri non potrò neanche ignorare quello negativo...
Come fanno alcune persone a sbattersene di ciò che gli altri pensano? Come fa Mattia a essere così sicuro? Come si fa ad avere questo maledetto carattere?... Molte domande dentro di me... forse troppe... forse c'è sublimazione... forse... o forse è una cazzata...
Cosa vuol dire essere sicuri di sé?
Credo che colui che sia sicuro di sé sia una persona che stia bene con se stessa, una persona che sia soddisfatta di ciò che è e di ciò che ha, una persona che sa che ha un suo valore, una persona che non ha bisogno di dimostrarselo ogni volta (anzi, senza "ogni volta"), una persona che è felice di se stessa...
Come si fa ad ottenere questa "soddisfazione"?
Deve derivare da ciò che hai intorno o da come tu lo apprezzi/interpreti?
Forse come diceva qualcuna, non c'è nulla da ricercare, se non dentro ciò che già ho... non c'è nulla da ricercare.... E' la mia stessa accettazione che dovrebbe essere il mio unico motore di soddisfazione e sicurezza...
E' come se non mi accettassi... come se avessi bisogno degli altri per confermare il mio "livello di bravura"... come se dovessi obbligatoriamente uscire il Sabato sera per essere come loro...
E' quando scrivo queste parole, quando parlo con Gianna o quando ascolto Alessandro che sento di me il desiderio di non far più nulla... di sentirmi più leggero... di ascoltare... di ascoltare me stesso... me stesso.... me stesso... di sentire che vado bene per quel che sono... che sono bravo per così come sono... che posso migliorare, ma che non questa miglioria determini la mia felicità... vorrei meditare... vorrei ascoltare... vorrei sentire... vorrei uscire, almeno per un attimo, da questa quotidianità che mi distrae... vorrei vivere il presente come in quel momento con Claudi... vorrei innamorarmi di me stesso...
E poi ci sono gli altri momenti, quelli che vivo nella vita di tutti i giorni, in cui mi sento schiacciato dalla forza di alcuni... in cui mi sento meno, in cui mi sento umiliato, in cui mi sento in difetto... E qui rientra forse il discorso del Narcisismo... l'illusione di essere perfetto e di non accettare di essere minore di un altro.... Non lo so... sinceramente non lo so...
Non capisco perchè a volte mi sento tanto inadeguato, insicuro, indegno, misero, solo, indeciso.... e non capisco perchè non accetto tutte queste sensazioni... Forse perchè non è pensiero comune accettarle?... non lo so... ditemi voi...
Ho un pò di confusione... mi piacerebbe semplicemente riuscire ad accettarla... E questo, proprio questo, quanto può dipendere dall'accettazione degli altri?
Come si fa ad avere carattere?
senza dedica
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://ricercaepassione.spaces.live.com/blog/cns!2B7CA5F20BA3D102!2243.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|